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feb
03

La Pressione Fiscale in Spagna – Investire in Spagna

INVESTIRE IN SPAGNA

I fattori d’attrattiva verso il mercato iberico sono molteplici, cominciando dai grandi segni di ripresa mostrati durante gli ultimi 2 anni (nel 2014 e nel 2015 il Pil ha fatto registrare un aumento dell’1,4 e del 3,2 per cento) e dalle prospettive di crescita del biennio 2016/17.

Difatti la crisi politica che coinvolge la Spagna da ormai quasi un anno, non sembra però ledere alla sua economia ed i dati forniti dall’Istituto Nazionale di Statistica spagnolo rivelano una nuova crescita degli indicatori macroeconomici spagnoli: Su base annua il Pil registra un incremento del 3,2%. rispetto al secondo trimestre del 2015 e nel secondo trimestre l’incremento è stato dello 0,8 per cento rispetto ai primi tre mesi del 2016.

Dati che sembrano confermare la definitiva uscita della Spagna dalla recessione.

Oltre ai dati economici, a sostegno del sistema imprenditoriale spagnolo vi è un regime normativo, che in materia d’oneri e pressione fiscale, e di flessibilità e costo del lavoro, senza nessun dubbio offre numerosi vantaggi per gli imprenditori italiani decisi ad investire in Spagna.

Inoltre, a partire dal 2014 il Governo guidato dal Presidente Rajoy ha progressivamente implementando una politica economica con l’obbiettivo di offrire diversi programmi d’incentivazione, come le misure per incoraggiare gli investimenti in settori specifici e gli sgravi fiscali volti a ridurre la disoccupazione tra i giovani.

La pressione fiscale in Spagna

Dagli studi comparativi emerge che la pressione fiscale nella penisola Iberica, variabile tra il 20-30%, è certamente inferiore rispetto al 55% a cui può arrivare quell’italiana.

Entrando più nei dettagli, rileviamo che in Italia la pressione fiscale gravante sulle società è costituita da un’aliquota IRES al 27,50%, al quale va sommata l’aliquota IRAP compresa tra il 3,90%-4,82%, (specificando però che le basi di calcolo dell’imposta sono diverse) con un’imposizione che, come detto può raggiungere ben il 55%. Per quanto concerne invece la penisola iberica, oltre all’aliquota IRES inferiore, oscillante tra il 20 e il 28%, non vi sono ulteriori imposte come ad esempio l’IRAP.

Tassazioni specifiche e vi sono poi per determinate tipologie d’aziende, come le cooperative (20%), il no profit (10%), compagnie assicurative (25%), o vantaggiose agevolazioni per le START-UP, ovvero aziende di nuova creazione, che godranno di una tassazione agevolata pari al 15% per i primi due esercizi, a partire dal primo periodo d’imposta in cui la base imponibile risulti positiva.

Altro dato differenziale di un certo rilievo è costituito dal costo sociale dei lavoratori a carico dell’azienda, con un’aliquota media nel caso italiano che si avvicina al 41%, a differenza dell’aliquota media in Spagna che si aggira intorno al 34% (tra il 30% e il 37%).

Vi è poi da tenere in considerazione l’aliquota ordinaria dell’imposta sul valore aggiunto (IVA), aumentata al 22% nel 2013 in Italia, e ancora bloccata al 21% in Spagna. Le modalità di liquidazione sono simili, con possibilità di versamento mensile o trimestrale.

Inoltre c’è da tenere in considerazione che a partire dal 2014, attraverso le riforme approvate nella penisola iberica, sono state progressivamente implementate una serie di misure fiscali dirette ad agevolare le imprese ed i liberi professionisti. Tra le novità:

  • L’imposta sulle società è stata ridotta dal 30% al 28% nel 2015 e al 25% nel 2016.
  • La ritenuta fiscal applicata in fattura dai liberi professionisti è stata ridotta progressivamente dal 21% fino al 15%.
  • La riforma portata a termine in due fasi (una nel 2015 e una nel 2016) ha diminuito le rate dell’imposta IRPEF da sette a cinque. Attualmente, il tasso minimo di imposta IRPEF è del 19% (rispetto al 24,75% del 2014) e il massimo al 45% (rispetto al 52% del 2014).
  • L’aliquota per la prima fascia, per redditi inferiori a 12.450,00 €, è scesa dal 24,75% al 20% nel 2015 ed al 19% nel 2016. Quella per i redditi da € 12.450,00 a € 20.200 è stata ridotta nel 2016 fino al 24%.
  • Per i redditi tra 20.200,00 e 35.200,00 €, l’aliquota è diminuita al 31% nel 2015 ed al 30% nel 2016, mentre quella per i redditi compresi tra 35.200,00 e 60.000,00 € si è ridotta fino a 37% nel 2016. Infine, i redditi superiori a 60.000,00 €, a partire dal 2016 sono soggetti ad un tasso 45%.

La tassazione spagnola gravante sulle società prevede dunque aliquote inferiori rispetto a quelle italiane ed a seguito della novità introdotte con la legge 27/2014 del 27 novembre, la situazione si presenta così:

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IRES 2014 2015 2016
Aliquota Generale 30% 28% 25%
Aliquota per Piccole e Medie Imprese con fatturato inferiore ai 10 milioni di euro. 25% fino a 300.000 euro, 30% per la parte eccedente. 25% fino a 300.000 euro, 28% per la parte eccedente. 25%
Aliquota imprese con fatturato inferiore a 5 milioni d’euro e meno di 25 dipendenti. 20% fino a 300.000 euro, 25% per la parte eccedente. 25% 25%
Aliquota imprese di nuova creazione (Start-up). 15% fino a 300.000 euro, 20% per la parte eccedente. 15% 15%

In relazione all’ IRPEF, la situazione è la seguente:

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IRPEF 2015 2016
Base Imponibile Aliquota Aliquota
Fino a 12.450,00 20% 19%
12.450,00 – 20.200,00 25% 24%
20.200,00 – 34.000,00 31%
20.200,00 – 35.200,00 30%
34.000,00 – 60.000,00 39%
35.200,00 – 60.000,00 37%
A partire da 60.000,00 47% 45%

Tasse in Spagna Costo del lavoro in Spagna Iva Irpf in Spagna Imposta sulle società in Spagna