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feb
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L’istituto di credito che si aggiudica all’asta un’abitazione ipotecata, non ha diritto a pignorare altri beni del cliente per estinguere la parte del mutuo non coperto dal valore del bene dato in garanzia

La controversia in oggetto trae origine da un prestito ipotecario di € 71.225,00, stipulato tra un cliente e la Banca spagnola BBVA (di seguito, per brevità, anche solo “Banca”).

A causa dell’inadempimento, del debitore, del pagamento delle quote, la Banca risolve il contratto di mutuo e, in executivis, l’immobile oggetto della garanzia viene messo all’asta, che però va deserta. Successivamente, la Banca si aggiudica il bene per il suo valore attuale di mercato , pari a  € 42.895,00.

L’istituto di credito al fine di soddisfare l’importo totale del finanziamento, chiede l’esecuzione forzosa su altri beni del debitore, onde poter recuperare il residuo della sorte capitale, oltre gli interessi e le spese. Infatti, l’ordinamento giuridico spagnolo permette di proseguire l’esecuzione su altri beni fino all’estinzione totale del credito. 

Il Tribunale Ordinario (Juzgado de Primera Instancia) di Estella/Lizarra rigetta però le pretese della Banca, qualificando l’azione proposta in termini di “Abuso di Diritto”.

I legali della Banca impugnano l’Ordinanza del Tribunale Ordinario ma la II Sezione della Corte d’Appello (Audiencia Provincial) della Navarra, conferma il Provvedimento di Primo grado, precisando però che, pur rispettando i principi dell’ordinamento giuridico spagnolo in materia d’esecuzione immobiliare, e dunque non costituendo un “Abuso di Diritto”, la pretesa della banca deve considerarsi “moralmente riprovevole”.

Il  Provvedimento (Auto nº 111/2010) dispone che se l’asta va deserta e la banca si aggiudica l’immobile ipotecato, non potrà pignorare altri beni del debitore, per estinguere la parte del mutuo non coperto dal valore del bene.

I Giudici ritengono cioè che l’aggiudicazione dell’immobile importa necessariamente la fine della esecuzione, in contrasto con il principio generale che prevede un risarcimento integrale del debito garantito.

Con tale Ordinanza (Auto), di cui non costano precedenti,in Spagna il 17 dicembre del 2.010, la II Sezione della Corte d’Appello (Audiencia Provincial) della Navarra ha ritenuto di dover porre un limite agli abusi che si producono in Spagna, in materia d’esecuzione degli immobili gravati da ipoteca, seguendo i principi giuridici esistenti in alcuni paesi degli Stati Uniti (jingle-mail) e sostenendo che l’istituto di credito – aggiudicandosi il bene – ha comunque recuperato una quota rilevante della sorte capitale e delle spese di procedura.

Inoltre, la Corte, ha affermato che, se il bene immobile, oggi ha un valore commerciale (para a € 42.895,00) inferiore a quello determinato nella perizia realizzata dal tecnico della banca al momento della concessione del mutuo (di € 75.900,00 euro), ciò dipende esclusivamente dalla crisi finanziaria che ha coinvolto gran parte dei paesi occidentali tra i quali anche la Spagna. 

In realtà la Corte giunge anche ad affermare nell’Ordinanza che la crisi economica ha la propria origine nella scorretta gestione del sistema finanziario, della quale sono principali responsabili proprio le holding bancarie, rilevando che a tale conclusione sono giunti anche il Presidente del Governo Spagnole nonché il Governo degli Stati Uniti.

La Banca ritiene di dover impugnare il Provvedimento de quo, tuttavia escludendo la possibilità di un Ricorso per Cassazione, ed osservando che è unicamente esperibile un Ricorso al Tribunal Constitucional (Corte Costituzionale) per “motivazione arbitraria e/o illogica”.

Gli istituti di credito spagnoli hanno criticato fermamente il sopra indicato Provvedimento e, come ovvio, temono un effetto a catena che porterebbe al collasso dell’intero sistema bancario e finanziario.

Curiosamente qualche settimana dopo l’emissione dell’ordinanza in commento, altra Sezione dello stesso Ufficio Giudiziale, con AUTO Nº 4-2011, ha deliberato esattamente in senso contrario, autorizzando l’istituto di credito ad aggredire altri beni del debitore.

In ogni caso, il sistema bancario ed i consumatori vivono una fase d’incertezza senza precedenti.

Abgo./Avv. Roberto Spinetti